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I terremoti si possono prevedere? Ecco le zone a rischio

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I terremoti si possono prevedere? Secondo Giampaolo Giuliani, ricercatore specializzato nello studio dei sismi, è non solo possibile, ma praticamente certo. Giampaolo Giuliani è stato più volte denunciato per procurato allarme pubblico, ma anche nel caso dell’Abruzzo, si era sbagliato di appena una settimana: un sisma di quella portata era stato previsto solo per pochi giorni prima. Secondo Giampaolo Giuliani, sono ormai dieci anni che il suo sistema di previsione dei terremoti sta sviluppando una precisione sempre maggiore, e a dispetto di quanto afferma la Protezione Civile, l’allarmismo sull’Abruzzo era più che fondato.

Ecco di seguito, a livello globale, le aree più a rischio, oltre la già devastata Haiti, purtroppo da sempre ben nota ai cartografi e agli esperti che studiano i movimenti della crosta terrestre: la prima zona è la faglia di New Madrid, sul delta del Mississippi, dove l’ultima scossa si è verificata oltre un secolo fa, nel 1812.

Poi c’è la faglia dell’Anatolia del Nord, situata in Turchia: qui l’ultimo terremoto è occorso nel 1999 e ha causato 18 mila vittime; anche l’Australia è una zona rossa, dove convergono la placca filippina, asiatica e pacifica.

Poi c’è il Nepal, nella zona dell’Himalaya: più tempo passa tra le varie scosse, più si alza la probabilità che la successiva sia ancora più devstante. Il paese è sostanzialmente molto povero e privo di ogni misura preventiva contro i sismi.

Infine il Giappone, un paese che convive quotidianamente con i terremoti anche di elevata intensita’, piuttosto preparato a fronteggiare queste calamità naturali. Le zone più a rischio sono le aree sedi di centrali nucleari.

Il mondo della musica si mobilita per Haiti

Innumerevoli sono le iniziative provenienti dalla gente comune, e non solo, per la raccolta fondi destinata ai terremotati di Haiti. Questa volta però è il caso di parlare del mondo della musica che si è letteralmente mobilitata in favore di questa sfortunata popolazione. Infatti I cantanti che hanno deciso di dare un contributo tangibile sono tantissimi.
Hope for Haiti è il titolo dell’album che ha già debuttato al numero uno negli Usa, le cui vendite saranno devolute interamente agli Haitiani. Nel disco sono presenti i live dei 19 artisti che si sono esibiti durante l’omonima trasmissione televisiva. Singolo estratto dall’album è il brano scritto appositamente per l’occasione da Jay-Z, Rihanna, Bono e The Edge, dal titolo Stranded (Haiti Mon Amour).
Leona Lewis, Rod Stewart, Mariah Carey, Cheryl Cole, Mika, Michael Bublè, Joe McElderry, Miley Cyrus, James Blunt, Gary Barlow, Mark Owen, Bon Jovi, James Morrison, Susan Boyle, Kylie Minogue e Robbie Williams hanno pensato di realizzare una cover di Everybody hurts dei mitici Rem. Anche in questo caso le vendite del brano serviranno a ricostruire scuole e abitazioni nei villaggi colpiti dal sisma.
Oltre 70 artisti sono coinvolti nel progetto “We are the World”, ovvero la reincisione dello storico brano di Michael Jackson. Come già detto sono tantissimi i cantanti che realizzeranno la cover di We are the world, solo per citarne alcuni: Celine Dion, Carlos Santana, Snoop Dogg, Lil Wayne, Barbra Streisand e Kanye West.

Farmville si mobilita per Haiti

farmville

La tragedia di Haiti ha mosso e commosso l’opinione pubblica ed il meccanismo degli aiuti umanitari, più di forse qualunque altra calamità. Nessuno è rimasto immune alla disperazione della popolazione di questa sfortunata isola, che in pochi anni si è trasformata da rinomata località turistica, a cumulo di macerie.

Tanti vip hanno organizzato concerti, raccolte fondi ed effettuato personali donazioni, che hanno sensibilizzato il pubblico, invitandolo a fare lo stesso, come il Telethon di Clooney e colleghi. Ed anche il mondo del social game non è rimasto a guardare.

Grazie all’enorme seguito di Facebook ed in particolare del suo gioco online strategico Farmville, sono stati raccolti, nel giro di pochi giorni, oltre un milione di euro. Ecco come si è svolta l’originale raccolta fondi.

Come forse alcuni già sapranno, Farmville è un gioco strategico che si basa sulla gestione di una fattoria, con tanto di attrezzature, animali e piante da gestire: per progredire nei livelli e guadagnare moneta virtuale, si possono acquistare sementi ed oggetti. Sfruttando questo mercatino di beni immateriali, Farmville ha proposto ai propri utenti un acquisto con veri contanti. In cambio di piccoli oggetti, ogni versamento è diventato una donazione: gli utenti sono stati ancora più stimolati all’offerta, e questo potere di persuasione è stato sfruttato nel migliore dei modi.

La dimensione degli aiuti raccolti attraverso questo insolito canale di generosità, non è solo misura dell’altruismo degli utenti, ma rappresenta l’importanza sempre crescente della maniera di interagire sul web: community virtuali, dove oltre a divertirsi e a conoscere nuovi amici, si può davvero fare qualcosa per gli altri.

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